Mario e Lina

Mario e Lina

Hanno studiato con Dorella Gigliotti, Plume Fontaine, Rolo e Pedro Monteleone, con Federico Rodriguez Moreno e con i principali esponenti del nuovo tango argentino come Esteban Moreno, Claudia Codega, Sebastian Arce, Mariana Montes, Pablo Inza, Moira Castellano, Celine Ruiz, Damian Rosental, Pablo Veron, Federico Rodriguez Moreno, Chicho Mariano Frumboli e Juana Sepulveda, Gustavo Rosas e Gisela Natoli, Mariana Flores e Eduardo Capussi, Gaston Torelli e Mariela Sametband.

Sono stati tra i protagonisti del Congresso di Tango di Torino del dicembre 2010 e delle prime 4 edizioni di Etnotango, festival di tango di strada, hanno danzato al Festival della Danza della Citta' di Novara e sono autori di spettacoli, come "Estrema" o "Puo' starci un tango" "Tragico Brillante", nei quali il tango serve a raccontare la vita e l'amore. Hanno partecipato a numerosi eventi artistici e di intrattenimento sia in teatro sia in televisione.

Le loro lezioni affrontano, attraverso sequenze di movimenti, tutte le figure che caratterizzano il tango con l'intenzione di stimolare una danza creativa, d'improvvisazione, intensa e fluida, dove la ricerca dell'intesa diventa gioco e piacere al tempo stesso. Le sequenze di movimenti, mai fine a stesse, hanno lo scopo di affrontare delle tematiche e sciogliere delle problematiche inerenti alla guida e alla comunicazione nel tango.

Il tango e' possibile quando due persone si incontrano nel rispetto e nell'attenzione reciproca permettendo la connessione delle loro anime nel movimento della danza. Il linguaggio del tango trova la sua massima espressione nell'improvvisazione, ossia nella sorpresa di ogni passo, nella ricerca e cura di ogni passo che muoviamo per l'altro.

Il tango e' esperienza d'intensita' e gioco al tempo stesso, si danza camminando un passo alla volta in ascolto dell'altro e della musica. Ogni passo ha la medesima importanza, richiede la medesima cura. La tecnica del movimento serve alla poesia, serve all'anima per danzare. Nel Tango si danza in Due e ogni passo considera e si riferisce all'Altro. In funzione dell'Altro ci si muove interpretando il brano. La tecnica serve al movimento, al movimento in funzione dell'Altro. Ogni passo, ogni perno, ogni giro, e' pensato per l'Altro cosi' da inventare ogni volta la danza intensa che realizza il sogno e la poesia che il tango promette alle anime.

Non c'e' un solo modo di danzare, il tango vero non esiste, ogni visione o impostazione offre delle differenti possibilita'. Vero e' il tango che danziamo in modo autentico, con vero trasporto, senza finzione e senza imitazione. Ognuno con il proprio corpo, con le proprie peculiarita', ognuno con lo stile che gli e' proprio in quel dato momento che piu' non si ripete.

I passi e i movimenti servono alla danza, sono il mezzo per esprimerla. Non danziamo per eseguire i passi, ma eseguiamo i passi per danzare.

Il nuovo tango, il tango di oggi, e' una sintesi tra il desiderio di innovazione degli ultimi dieci anni e il prezioso, indispensabile recupero della tradizione, una rivisitazione, un restauro del tango delle origini. Come un'orchestra contemporanea suona e interpreta i brani classici con una sensibilita' ed espressione differenti dal passato cosi' anche i danzatori di oggi.

Il sogno che il tango va realizzando e' quello di una danza libera da schemi, rivelata attraverso una magica intesa col partner. Ma ogni magia ha un suo trucco e una sua regola da conoscere e condividere.



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